Credito d’imposta sulle commissioni POS: commissioni sostenute nel 2025

Il credito d’imposta sulle commissioni relative ai pagamenti elettronici rappresenta un’agevolazione riconosciuta alle imprese e ai professionisti che sostengono costi per l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronico.

Per le commissioni POS addebitate nel corso del 2025, è quindi opportuno verificare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e procedere alla corretta determinazione del credito spettante.

Che cos’è il credito d’imposta sulle commissioni POS

La misura è stata introdotta dall’art. 22 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, con l’obiettivo di incentivare la diffusione dei pagamenti elettronici e favorire la tracciabilità delle operazioni.

In via generale, il credito d’imposta spetta agli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, nell’anno precedente a quello di sostenimento delle commissioni, abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro.

Il credito ordinario è pari al 30% delle commissioni relative alle operazioni effettuate mediante carte di credito, debito, prepagate e altri strumenti di pagamento elettronico tracciabile, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Quale documentazione è necessaria

Per il calcolo del credito è necessario disporre della documentazione dalla quale risultino le commissioni effettivamente addebitate per le transazioni elettroniche.

A titolo esemplificativo, possono essere utilizzati:

  • estratti conto bancari;
  • rendicontazioni e prospetti delle commissioni POS;
  • documentazione fornita dal gestore del POS;
  • fatture o altri documenti riepilogativi delle commissioni;
  • prospetti annuali messi a disposizione dall’istituto bancario o dal provider dei pagamenti.

La disciplina specifica per gli impianti di distribuzione carburante

Per gli esercenti impianti di distribuzione di carburante trova applicazione una disciplina specifica che, al ricorrere dei relativi presupposti, riconosce un credito d’imposta pari al 50% delle commissioni sostenute per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronico.

Come può essere utilizzato il credito d’imposta

Il credito d’imposta determinato può essere utilizzato in compensazione mediante modello F24, secondo le modalità e nei termini previsti dalla normativa.

Il credito deve inoltre essere correttamente indicato nella dichiarazione dei redditi, nell’apposito quadro RU con codice H3, nel quadro RS  prospetto degli aiuti di stato.

La documentazione utilizzata per la determinazione del credito deve essere conservata dal contribuente, così da poter comprovare l’importo dell’agevolazione in caso di eventuali controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Studio De Nicolis rimane a disposizione per eventuali chiarimenti e per la gestione dell’adempimento.

                                                                                                                                            Angelo De Nicolis

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