Iperammortamento 2026: cosa cambia e cosa sapere
Con la Legge di Bilancio 2026 torna – rinnovato e aggiornato – l’incentivo dell’iperammortamento, destinato alle imprese che investono in beni strumentali ad alto contenuto tecnologico o in impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Questa agevolazione sostituirà i crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0:
- Industria 4.0 resterà utilizzabile solo per investimenti “prenotati” entro il 31 dicembre 2025 ed effettuati entro il 30 giugno 2026
- Transizione 5.0 si applicherà esclusivamente agli investimenti chiusi entro il 31 dicembre 2025
Caratteristiche dell’incentivo
Dal 2026, quindi, la nuova forma di Iperammortamento rappresenta lo strumento principale a supporto della transizione digitale ed energetica delle imprese.
La nuova disciplina si distingue rispetto al precedente iperammortamento per alcuni aspetti fondamentali.
Quanto vale l’agevolazione
L’iperammortamento si applica a scaglioni, in base al valore dell’investimento:
| Fascia investimento | Maggiorazione del costo |
| fino a € 2.500.000 | 180% |
| da € 2.5 a € 10 mln | 100% |
| da € 10 a € 20 mln | 50% |
| oltre € 20 mln | nessuna maggiorazione |
Per gli investimenti in leasing vale il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto del bene.
Esempio Pratico

Rilevanza fiscale
- incide solo su IRPEF/IRES tramite variazione in diminuzione
- non produce effetti ai fini IRAP
Chi può beneficiarne
L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese, indipendentemente da:
- forma giuridica (impresa individuale, società di persone o capitali)
- dimensioni
- regime contabile adottato (ordinaria o semplificata)
Requisiti
L’impresa deve essere:
- in regola con gli obblighi di sicurezza sul lavoro
- in regola con il versamento dei contributi (DURC valido)
Esclusi
Non possono accedere:
- lavoratori autonomi e società semplici
- contribuenti in regime forfettario
- imprese agricole con reddito determinato a forfait o su base catastale
- imprese in fallimento, liquidazione, concordato senza continuità o soggette a sanzioni interdittive D.Lgs. 231/2001
Investimenti agevolabili
I beni interessati devono essere:
- nuovi
- destinati a strutture produttive in Italia
- prodotti in UE o SEE
Il beneficio riguarda due categorie di investimento:
1) Beni materiali e immateriali 4.0
Inseriti negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, purché interconnessi al sistema aziendale.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/12/30/25G00212/SG
2)Impianti per autoproduzione di energia rinnovabile
Agevolabili se destinati all’autoconsumo diretto o “a distanza” e comprensivi di:
- impianti fotovoltaici o altre fonti rinnovabili
- sistemi di accumulo e stoccaggio
Questa sezione richiama i criteri già introdotti dal credito Transizione 5.0.
Non è più automatico
Per accedere al beneficio:
- l’impresa deve presentare domanda online tramite piattaforma GSE
- allegare certificazioni e comunicazioni secondo modelli standard
Si tratta dello stesso sistema di monitoraggio già previsto per i bonus 4.0 e 5.0.
Cumulabilità
L’iperammortamento può essere sommato ad altre misure agevolative nazionali o europee, purché:
- non copra le stesse quote di costo
- non superi complessivamente il 100% dell’investimento
Tempi
Gli investimenti devono essere effettuati tra:
1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028
In conclusione
Il ritorno dell’iperammortamento rappresenta un’opportunità molto interessante per imprese che vogliono investire:
- in digitalizzazione e innovazione dei processi
- in sostenibilità e riduzione dei consumi energetici
Come Studio De Nicolis, supportiamo le aziende nella valutazione degli investimenti, nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda al GSE.
Se desideri approfondire o verificare se un progetto rientra tra quelli agevolabili, contattaci senza impegno.
